“Mi fa proprio bene parlare con te” mi ha detto F. alla fine dell’ultimo colloquio ☺️
“Mi fa piacere che sia così” – gli ho risposto- “Io ti parlo come dovresti parlarti tu, e mentre lo faccio tu ti senti meglio e un po’ alla volta apprendi a parlarti bene anche da solo”.
“I bei discorsi sono incantesimi.” Scriveva Platone nel Carmide, mettendo in bocca a Socrate un’intuizione antichissima e potentissima: le parole, se scelte con attenzione hanno il potere di curare, di trasformare.
Non tutte le parole, non tutti i discorsi, solo quelli “belli”: quelli capaci di pacificare, orientare, riportare ordine dentro.
Ogni giorno, attraverso il linguaggio, racconti a te stessa/o una certa storia su chi sei, su cosa puoi o non puoi fare, su cosa aspettarti dal mondo (o forse lo fai con tuo figlio? O con il tuo partner?)
Ora rifletti bene: che parole usi quando parli con te stessa/o?
Sono parole che calmano o che feriscono? Che chiariscono o confondono? Che rafforzano o abbattono?
Quando ti accorgi di avere un dialogo interno giudicante o spietato, prova a fermarti, a fare un bel respiro e a chiederti:
“Se volessi curarmi con amore -come farei con una persona amata per cui desiderassi il meglio- che parole userei ora?”
Non si tratta di edulcorare o negare la realtà, ma di scegliere parole che nutrano, invece che consumare.
Che aprano, invece di chiudere.
Che ti accompagnino nel cambiamento, invece di tenerti intrappolato nell’errore.
Ogni parola è un seme. Ogni frase può diventare una profezia. Ogni discorso un incantesimo.
E’ tutto in tuo potere.
Fanne buon uso!
